Applicando la metodologia proposta dal Cultural Profiling, anziché da una biografia, partiamo dall’osservazione di un contesto, con tutti gli elementi che ci può fornire, e risaliamo all’inquadramento di una personalità, quella di Giovanni, riuscendo a dare, in questo caso, una rilettura in chiave di attualità al personaggio di Pico.
Contrariamente a quanto accade nella profilazione criminale, il Cultural Profiling non ricerca il nome di una persona (che qui c’è già: Pico), ma mira a ricostruirne la personalità e le caratteristiche, componendo un profilo psicologico e culturale del personaggio, grazie all’incastro di elementi che derivano dall’osservazione di tutto ciò che lo riguarda e lo circonda e avvalendosi di una serie di discipline complementari.
Elementi di un Cultural Profiling
- STORIA
- PSICOLOGI
- NEUROSCIENZE
- CRIMINOLOGIA
- ANTROPOLOGIA CULTURALE
| Criminal Profiling | Cultural Profiling |
|---|---|
|
1. Cosa è successo? (delitto) 2. Perché è successo in quel modo? 3. Chi può essere stato ad agire in quel modo e con quelle motivazioni? |
1. Cosa è stato realizzato? (vita – non biografia) 2. Perché queste cose sono state realizzate? 3. Chi è realmente la persona che con queste motivazioni ha realizzato tutto ciò? (la personalità) |
Esempio della metodologia di analisi
STORIA e Cultural Profiling
Individuiamo gli uomini che Pico ha incontrato e frequentato.
- Marsilio Ficino
- Poliziano
- Lorenzo il Magnifico
- Savonarola
- Benivieni
In quest’ottica analizziamo:
- Rapporti che intercorrevano con Pico
- Cosa hanno fatto insieme
- Come lo percepivano (es. analisi rapporto con Benivieni)
- Reciproche influenze
PSICOLOGIA DELLA CULTURA e Cultural Profiling
Individuiamo gli studi e gli interessi di Pico.
- Filosofia
- Religione
- Lingue
- Letteratura
- Cabala
- Astrologia
In quest’ottica analizziamo:
- Ideologia e modello di pensiero
- Sistema organizzato di conoscenza
- Sapere diffuso
In questo caso, la sequenza di domande da porsi sarà:
– che tipo può essere una persona che ha queste frequentazioni, queste amicizie, possiede queste competenze, manifesta questi interessi?
– chi può essere un uomo che aveva questi amici e che gli amici percepivano in tal maniera? Un uomo che ha viaggiato con queste mete? Che è stato avvertito come un pericolo dalla società politico-religiosa? O ancora: quale dose di carisma doveva avere esercitato nella sua breve vita, tanto da far desiderare a qualcuno di essere sepolto assieme al lui, dopo decenni dalla sua scomparsa?
Seguendo questo protocollo di indagine, si apriranno un’infinità di possibili scenari e di quesiti, la cui risposta dipenderà dalla sensibilità, dall’attenzione e dalla capacità investigativa del ricercatore.
Dalla nostra analisi emerge che:
Pico, giovane di straordinarie doti intellettive e di indubbio fascino, spinto da enormi interessi e profonde curiosità, pervaso dall’esigenza di dare una sistemazione organica al proprio sapere globale, divenne un catalizzatore (consapevole o inconsapevole?) di cultura, attivando collegamenti (oggi diremmo link?) tra centri del sapere, reti di competenze e relazioni umane. Il mondo di Pico ci fa così intravedere aspetti anche di natura strettamente privata, che andrebbero sicuramente approfonditi.
CULTURAL PROFILING DI GIOVANNI PICO
Nell’ottica di questa metodologia di analisi, l’idea emersa è che Pico della Mirandola ha rappresentato nel panorama culturale italiano il primo esempio di costruttore di “reti”, intendendo ovviamente con il termine “reti” ciò che il linguaggio della nostra epoca definirebbe un network. Reti, fatte di centri di conoscenza e di relazioni, di cui Giovanni era certamente il fulcro ed il principale animatore: oggi lo definiremmo un Hub.
Cristiana Clementi