Offerta Formativa 2019

La Formazione Emotivo-Relazionale è alla portata di tutti!

Brochure p.1Brochure p.2Brochure p.3Brochure p.4Provare è semplice.

Per chi non ritiene di avere dei problemi tali da dover intraprendere un percorso di psicoterapia o vuole sperimentare uno strumento diverso da quello fornito dalla tradizionale seduta dallo psicologo, la Formazione Emotivo-Relazionale può essere la soluzione migliore.

Si tratta di sedute individuali (o di coppia o per nuclei familiari, a seconda della problematica) nelle quali il cliente propone al formatore il tema sul quale vuole lavorare.

Parliamo di formazione proprio per il carattere interattivo che assumono gli incontri: dialogo, ascolto, spiegazione, sperimentazione, verifica. Lo scambio tra formatore e cliente è continuo e richiede la forte motivazione al cambiamento da parte di chi intraprende il percorso.

Si tratta per lo più di un numero di sedute concordato insieme, nell’arco delle quali vengono fatte emrgere tutte le tematiche che il cliente ritiene importante trattare e tutti i punti che il formatore ritiene fondamentali per raggiungere l’obiettivo concordato insieme.

Problemi di gestione delle emozioni, di rapporti conflittuali (quindi di relazione e comunicazione), stati d’animo che minano il proprio benessere, incapacità ad autoaffermarsi e dire di no, perchè vittime di sensi di colpa inadeguati, bassa autostima, motivazione fallimentare?

Oppure nella vostra vita è presente una figura ingombrante, che mina il vostro benessere, ma della quale non riuscite a liberarvi perchè vi sta manipolando affettivamente?

Spesso le soluzioni a questi problemi sono più vicine a noi di quanto pensiamo, perchè dipedono soprattutto dalla forza che riusciamo ad esprimere. le risorse che goià, senza saperlo possediamo, sono i primi strumenti da attivare per raggiungere equilibrio e benessere. L’importante è imparare a riconoscerle e ad usarle nel modo adeguato e nel momento opprtuno. Ci vuole consapevolezza ed allenamento. E per ottenere entrambi il percorso di sviluppo della propria Inteligenza Emotiva è la strada giusta. I tre cardini della Formazione sono: SAPERE – SAPER FARE – SAPER ESSERE ed è proprio questo che faremo insieme nei nostri incontri.

Richiedete un appuntamento. Il primo incontro, per conoscerci ed inquadrare il vostro problema, è gratuito. Stabiliremo poi insieme quello che potrebbe essere il vostro piccolo percorso per la risoluzione di ciò che vi sta a cuore e se a voi sembrerà la strada giusta da percorrere….partiremo insieme!

Contattatemi pure tramite il sito o scrivendo a: cristiana.clementi@gmail.com

 

Inizia il nuovo anno con il piede giusto!

Trovare il coraggio di affrontare i problemi fa acquistare fiducia in se stessi

Primo piano mio mareCORSI PRIVATI DI FORMAZIONE EMOTIVO

Aspettarci grandi cambiamenti dall’Anno Nuovo, solo perchè modifichiamo il numeretto finale nella data,  in fondo è una falsa aspettativa, lo sappiamo tutti. A meno che non decidiamo di investire in fiducia su noi stessi: come fanno a modificarsi le cose se noi per primi rimaniamo semplici spettatori della nostra vita? Limitarci ad osservare,  prendere atto, fotografare le innumerevoli cose che non vanno, i problemi, le difficoltà, i difetti altrui e la nostra incapacità a reggerli o a modificarli, senza però agire, non fa che alimetare la sfiducia, la rassegnazione, la poca motivazione e automaticamente contribuisce a far crollare la nostra autostima.

I percorsi di sviluppo dell’Intelligenza Emotiva che propongo attraverso le sedute di formazione individuale, servono esattamete a questo: imparare a conoscere e gestire le proprie emozioni, scoprire le risorse di cui siamo già in possesso e abituarci a usarle nel modo giusto e al momento opportuno, a rafforzare le nostre abilità comunicative e relazionali, finalizzando i rapporti con gli altri al consolidamento del nostro benessere, non permettendo – come spesso purtroppo avviene – che la vita di relazione si trasformi nel primo dei nostri problemi.

Gli incontri consentono di ottenere:

-consapevolezza approfondita dei propri meccanismi di reazione emotiva

- capacità di assumersi la responsabilità di ciò che si prova

- abilità nel trovare la modalità più idonea per noi per agire e affrontare i problemi che riteniamo tali.

Il percorso formativo, attraverso sedute individuali, basate sulle specifiche esigenze e richieste di ciascuno, ha come obiettivo fornire:

- le nozioni teoriche indispensabili per comprendere i meccanismi mediante i quali il cervello agisce

-  gli strumenti per conoscere, riconoscere e gestire le  emozioni nostre e quelle altrui

- le abilità necessarie a relazionarci nel modo corretto, senza prevaricare o essere prevaricati

- la competenza nell’affrontare, risolvere o prevenire conflitti, interiori o relazionali.

Il numero di sedute viene concordato insieme al cliente, calcolandolo in in funzione dei bisogni che emergono in fase di colloquio preliminare e impostando così il percorso sulla base degli obiettivi personali. Trattandosi infatti di un lavoro di “formazione”, e non di psicoterapia, è molto importante la dinamica interattiva che si instaura tra cliente e formatore, ma soprattutto è necessaria ed indispensabile la piena volontà e partecipazione a livello motivazionale della persona in formazione.

Per chi fosse residente in Sicilia, il mio studio si trova ad Avola. *

Attualmente è possibile effettuare percorsi formativi personalizzati e individuali anche in Lombardia e Veneto, in periodi prefissati.

*Per particolari esigenze, o in caso di incontri che coinvolgano più persone del medesimo nucleo familiare e/o lavorativo, è possibile effettuare il percorso formativo anche a domicilio del richiedente, previo accordi.

 

PROMOZIONE

 “INIZIA IL NUOVO ANNO CON IL PIEDE GIUSTO”

valida per tutto gennaio 2019

SOLO PER AVOLA:

COLLOQUIO CONOSCITIVO DI 1h

+

3 SEDUTE FORMATIVE DI 2h CIASCUNA

€150

per INFO e appuntamenti:

M. +39 320 4095710

mail: clementi.cristiana@gmail.com

tramite sito alla voce contatti

 

“Il cannibalismo dei ruoli” sbarca ad Avola!

Presentato il libro nell'ambito del convegno: "L'importanza dei ruoli nella società del Terzo Millennio"

 

46468530_284554888899382_8716884719939092480_o

Bellissima occasione di confronto con validissimi colleghi su un tema cruciale e di grande attualita': l’importanza dei ruoli nella nostra società.
Un grazie per il rilievo dato al mio libro “Il cannibalismo dei ruoli” all’assessore Caldararo, al dott. Giuseppe Cascio, al prof. Francesco Pira, al dott. Portuesi e al prof. Scaglione.

46667930_286543405367197_6913771300624269312_n

L’affluenza e l’attenzione del pubblico intervenuto alla presentazione mi hanno confermato, ancora una volta, che parlare di questi argomenti non solo è utile, ma doveroso. L’unica strategia per affrontare le problematiche che caratterizzano questo periodo storico e affliggono famiglie, giovani, scuola, donne, è fare formazione, creare consapevolezza, stimolare senso critico, rafforzare motivazione e resilienza. A cominciare dai più piccoli.  E’ in quest’ottica che sto preparando un interessante progetto che mira a modificare l’approccio alle emozioni anche nella scuola. Il mio appello e': non arrendiamoci ora, avanti tutta! 46513530_972660742919582_8714157785073319936_n46525419_972660719586251_4372229278004150272_n

Le mie collaborazioni con la prof.ssa Maria Rita Parsi

Iniziative, convegni e tanta progettualità.....

FB_20170409_07_54_41_Saved_Picture(1)LOCANDINA1 layout invito(2)IMG-20170412-WA0001(1)FB_20170412_22_05_02_Saved_Pictureconferenzaalunni 2locandina evento 10 dicembre

La sindrome di Erostrato

Le-Olimpiadi-della-tv-770x430

Assistendo a programmi demenziali come quello trasmesso sabato, in prima serata, dalla rete ammiraglia di Mediaset, viene spontaneo chiedersi: cosa spinge persone che non appartengono al mondo dello spettacolo a mettersi alla berlina e a mortificare la propria immagine, pur di diventare protagonisti del piccolo schermo?

Il primo esempio di spasmodica “fame di fama”, lo troviamo nell’antica Grecia, dove un personaggio di nome Erostrato, pur di uscire dall’anonimato e passare alla storia, decise di dar fuoco al Tempio della dea Atena e di rivendicare a gran voce il misfatto, chiedendo a tutti di ricordare chi fosse stato l’autore di cotanto atto. Se siamo qui a parlarne…Erostrato è evidentemente riuscito nel suo intento, ma a che prezzo? La sua ostentata presa di posizione gli costò la vita, a causa della gravità di quanto aveva compiuto. E oggi? Ottenere visibilità ad ogni costo, diventare famosi per le proprie debolezze, per i difetti fisici, per comportamenti inadeguati, rendersi vittime consenzienti di smaliziati aguzzini mediatici non costa certo la vita, ma mortifica la dignità di Persona che ognuno di noi dovrebbe considerare il suo bene più caro.

Possiamo cercare di aiutare chi non coglie questo aspetto importante e soccombe a logiche di mercato che non gli appartengono o non gli sono chiare. Ma con coloro che deliberatamente sfruttano questi meccanismi psicologici a fini di audience ed introiti pubblicitari, che fare? Ebbene, esiste un rimedio strepitoso: il telecomando. Sveglia pubblico!!!

“Il battito del cervello, l’intelligenza del cuore”

Pitturazione: quando formazione e pittura s'incontrano

brochure a brochure

Un progetto formativo ad alta innovazione, dove l’arte diventa spunto e strumento per esplorare la nostra persona: i processi decisionali, la capcità di reazione alle difficoltà, il modo in cui affrontiamo i problemi, i disagi nel ruolo che ricopriamo, nella relazione o nella mansione che svolgiamo. Ma anche, semplicemente, ciò che ci piace, ciò che desideriamo, che rifutiamo o che ci mette a disagio e capirne il perchè.

Basato su uno studio approfondito sul valore che l’arte può rappresentare nelle dinamiche di autoanalisi e nei processi di formazione e sviluppo della propria inteligenza emotiva, il progetto “Il battito del cervello, l’intelligenza del cuore” è stato messo a punto dopo due anni di lavoro, insieme a Luca B. Fornaroli, consulente di organizzazione e processi di internazionalizzazione,

Prima presentazione del Progetto a Cassinetta di Lugagnano (MI) sabato 10 settembre alle ore 18.00, presso lo Studio della pittrice Valentina Canale, in Via Capo di Sopra, 17.

Per info: clementi.cristiana@gmail.com

M. +39 320/4095710

 

Mettiamo…in gioco le emozioni!!!

Laboratori estivi per bambini dai 6 ai 10 anni sull'Intelligenza Emotiva

3 INCONTRI

DALLE ORE 10.00 ALLE 12.00

A PARTIRE DA GIUGNO

      

cassetta attrezzi emozioni

Struttura e modalità di realizzazione del laboratorio

  • L’idea del laboratorio nasce dalla convinzione che tutti i bambini hanno bisogno di elaborare un approccio salutare alle proprie emozioni, impararando ad accoglierle e gestirle con consapevolezza e tranquillita’.
  • E’ importante che il mondo degli adulti venga sensibilzzato su questo tema, in quanto le basi della regolazione emotiva si gettano nell’infanzia e saranno fondamentali nel corso dello sviluppo dell’adolescente e nella sua futura eta’ adulta.
  • I giochi proposti in queste due giornate sono adatti a bambini tra i 5 e gli 11 anni e vengono usati a fini di sviluppo delle conoscenze e delle competenze dei piccoli in ambito emotivo-relazionale.
  • La finalità del laboratorio è quella di introdurre i bambini al tema delle emozioni, insegnando loro a:
  • Capire ciò che provano
  • Dare un nome all’emozione provata
  • Imparare a gestirla
  • Capire ciò che provano gli altri
  • Comprendere l’importanza di una buona relazione con l’altro
  • I giochi e le attività sono suddivisi in sezioni, che comprendono anche i giochi di riscaldamento iniziali e quelli di rilassamento conclusivi.
  • All’interno delle attività è inserito anche un primo approccio alla mediazione corporea, per consentire ai bambini di verificare come le emozioni hanno influenza anche sul nostro corpo (es. Sulla respirazione, sui muscoli, ecc.).
  • Al termine di ogni singolo gioco/attività sono previsti alcuni minuti di dialogo guidato all’interno dei quali si evidenziano (sotto forma di commenti, osservazioni, domande, ecc.) Le tematiche contenute nel gioco, facendo in modo che i bambini stessi ne sottolineino l’importanza e l’utilità.

Obiettivo

E’ quello di rendere consapevoli i bambini delle emozioni che provano, insegnar loro a gestirle correttamente e influenzare positivamente la loro autostima, sviluppando le loro abilità di creare relazioni non conflittuali.

Programma

  • Tre giornate di laboratorio interattivo con i bambini, all’interno del quale, sotto forma di gioco, verrà affrontato il tema delle Emozioni.
  • Gli incontri si svolgeranno dalle ore 9.00 alle ore 12.00
  • Il n° massimo di partecipanti è 8.
  • I bambini verranno inseriti nel gruppo corrispondente alla loro fascia di età: 6-8 oppure 8-10 anni
  • A metà mattina ai bambini verrà offerta una merenda.
  • Si prega di vestirli in modo comodo e pratico.

Si può scegliere la data di partecipazione al laboratorio tra le seguenti opzioni:

                                                 CALENDARIO

giugno

luglio agosto

settembre

lun.      13/6 martedì 18/7 lun.    29/8 lun.    5/9
mart.  14/6 merc.      19/7 mart. 30/8 mart. 6/9
merc. 15/6 giov.        20/7 merc. 31/8 merc. 7/9

 

Costi

Il costo complessivo dei 3 incontri è di € 90,00 IVA inclusa

Tariffe speciali: 

– Per iscritti al gruppo “Piccole manutenzioni e non solo…Magenta e dintorni”: € 65,00 IVA inclusa

– Per iscrizioni multiple (2 o più bambini): € 55,00 IVA inclusa

 Per ulteriori informazioni o richieste : sezione Contattami

RUBRICA: “Quello che non si vuol vedere”

Le discriminazioni dissimulate

 

io

RUBRICA: Quello che non si vuol vedere

 

 

 

 

rene_magritte_609_questa_non_è_una_pipa

Le discriminazioni dissimulate

Come dice in un suo saggio Faucault, a proposito del quadro “Questo non è una pipa” di Magritte, il segno non è mai la cosa.

Così accade anche al di fuori dell’arte, dove il “detto” non sempre è il “pensato” o meglio, ciò che viene detto spesso dissimula un pensiero totalmente diverso da quanto appaia ad un ascoltatore distratto.

Viviamo in un Paese che promuove valori nobili e universalmente apprezzabili, come la democrazia, l’uguaglianza, la libertà di pensiero, il rispetto, il rifiuto delle discriminazioni, l’accoglienza e via dicendo. Eppure ci ostiniamo a non voler vedere quanta ipocrisia ci sia a volte nelle modalità con cui tentiamo di mettere in pratica questi valori nei gesti quotidiani.

Partiamo dalle notizie di un telegiornale. Ho sentito oggi annunciare che stanno per essere celebrate le esequie dell’ultima ragazza vittima dell’incidente stradale in Spagna. Il particolare che mi ha colpito è stato l’inciso fatto dalla giornalista: “Si svolgeranno oggi i funerali – con rito civile - dell’ultima vittima…” Una piccola frase, del tutto inutile a mio parere, buttata lì con subdola noncuranza, ma che ci richiama in modo subliminale il concetto che la regola sia fare una cerimonia religiosa. Certo, tutto è ammesso e rispettabile, ma non a tal punto da passare inosservato.

Continuiamo. Nei giorni scorsi, in occasione dell’ultimo terribile attentato in Belgio, abbiamo potuto assistere, ancora una volta, alla consolidata prassi della identificazione collettiva nel dolore del popolo colpito. E ancora una volta, esattamente come accaduto dopo le stragi di Parigi, sono comparse sui social bandiere giallo-rosso-nere che inglobano i volti nei profili degli utenti, coccarde in segno di lutto appuntate sulle immagini più disparate, primi piani di occhi che piangono, rivendicazioni di una nazionalità acquisita sul campo: “siamo tutti il Belgio!” (questa volta però i più hanno indicato la nazione e non i suoi abitanti, vista forse la difficoltà del plurale).

Sembrerebbe vera solidarietà (e probabilmente in molti casi lo è) se non fosse poi che radio, tv, giornali, gente comune se ne escono con la fatidica frase “fortunatamente non ci sono Iitaliani tra le vittime”. Ma mi spiegate cosa diavolo centra??? Cosa vuol dire: siamo forse più importanti degli altri?

Concludo con un appello alle pari opportunità rivolto a quei giornalisti (radio, video e di carta stampata) che omettono sempre di citare la nazionalità dei pirati della strada italiani. Perché penalizzarli? Perché discriminarli? Perché non offrire loro lo stesso momento di gloria che viene garantito agli stranieri, extra comunitari e non, ogni qualvolta salgono in macchina ubriachi, drogati, senza patente ma con licenza di uccidere? Allora ditelo: siamo tutti uguali, ma c’è sempre qualcuno più uguale degli altri!!!

RUBRICA: “Quello che non si vuol vedere”

Quando si è i primi…ma non gli unici

io RUBRICA: Quello che non si vuol vedere

 

 

 

magritte-gli-amanti(Gli amanti, R. Magritte)

Quando si è i primi…ma non gli unici

Inutile negarlo: sono tantissime le persone che vivono situazioni affettive complicate.  Prima di arrivare alla separazione spesso passano degli anni e, nel frattempo, si mantengono i rapporti sia con l’attuale coniuge che con la persona con cui ci si è legati. Non è facile per nessuno affrontare queste problematiche: né per chi viene lasciato, né per chi  lascia, né per chi sta accanto ad un compagno non ancora del tutto libero.

E’ proprio in questi casi che risulta ancora totalmente assente un supporto formativo di tipo     emotivo-relazionale che aiuti a superare le difficoltà alla nuova coppia che si sta creando.

Mentre a coniugi, fidanzati, conviventi è logico suggerire di affrontare la crisi rivolgendosi ad uno specialista (consulente matrimoniale, psicoterapeuta, psicologo, consultorio, ecc.), si ha ancora pudore, o paura di sconfinare nell’immoralità, se ci si preoccupa di salvaguardare il benessere di coppie non ufficiali. Spesso ci si limita a osservare, giudicare e, perché no, condannare. Oppure si fa finta di non conoscere il problema, uno di quelli che solitamente capita agli altri, ma a noi…a noi no, non potrebbe mai succedere. Ecco allora che, inconsciamente, preferiamo non vedere, non sapere, non affrontare. Del resto…come si fa ad affrontare con empatia il problema di chi fa qualcosa che non dovrebbe? Già, la sospensione del giudizio, purtroppo, è una pratica ancora troppo poco diffusa nella nostra società.

Pongo l’attenzione su questo particolare problema, non certo per sdoganare il concetto di tradimento o per incentivare lo sfascio delle coppie, ma per onestà intellettuale e professionale.

Le persone che si trovano a vivere situazioni di questo tipo, infatti, non sono affatto poche ed è corretto prendere atto anche di questi spaccati di vita, senza girare lo sguardo dall’altra parte. Quanti si trovano a dover gestire per periodi medio-lunghi situazioni di menage a tre, per i più svariati motivi. Trovandosi però dalla così detta parte sbagliata, accettano di dover pagare lo scotto dello star male, della sofferenza, forse per espiare la colpa che il giudizio di tutti – a volte in primis anche la loro stessa autocensura – fa provare con insistenza. Un disagio molto più diffuso di quanto si creda, al quale nella maggior parte dei casi non si da voce: il Natale da soli a casa, le vacanze separati, il compleanno festeggiato la settimana dopo, il senso di colpa nei confronti della persona con cui si vive, che non ami più ma non odi e, contemporaneamente, lo stesso senso di inadeguatezza  verso chi ami e non puoi ancora vivere.  I silenzi in casa, ma anche quelli di quando esci con il nuovo partner, lo stress delle bugie, lo sforzo per non dire quello che hai dentro, altrimenti si litiga, e non ha senso litigare quando le ore per stare insieme sono così poche. La forza per non discutere quando si rientra a casa e si evitano sguardi e domande. Poi il mal di testa, il mal di stomaco, la depressione, il non uscire più con gli amici, il nervosismo immotivato con i figli, il calo di rendimento sul lavoro.

Essere “l’altro” vuol dire anche tutto questo e ciò accade inevitabilmente quando si è i primi nel cuore di qualcuno, ma non si è gli unici.

A volte si crolla e si sceglie di rinunciare alla nuova relazione, ma il rimedio è forse peggiore del danno: da un lato, non è l’incapacità a reggere la situazione la motivazione giusta per rientrare in famiglia o per lasciare il partner già impegnato e, nello stesso tempo, non è nemmeno giusto iniziare con dei non detti o con dei rancori una nuova storia, che, anche quando le cose saranno risolte, vanterà sempre dei buchi neri che torneranno prepotenti alla prima lite.

E’ per tutto ciò che ritengo utile, in qualunque tipo di circostanza e per qualsiasi tipo di problema, possedere le competenze emotive necessarie per affrontare le criticità.  Sarà poi il nostro libero arbitrio a farci decidere come usarle.

Gli strumenti che ci servono per la sopravvivenza quotidiana sono quelle risorse che possediamo senza saperlo, senza nemmeno averle mai sperimentate: sono le nostre armi personali, armi che non tolgono la vita, ma che al contrario ce la migliorano, perché consentono di viverla con piena consapevolezza, forza e determinazione.

  • Capire cosa si vuole veramente
  • Mantenere alta la propria autostima
  • Affrontare i sensi di colpa
  • Non annullarsi nell’altro ma relazionarsi
  • Comunicare in modo non violento

L’obiettivo dell’essere umano è sempre e comunque il proprio ben-essere e questo non può basarsi su compromessi con sé stessi, su condizionamenti o forzature. La conoscenza delle proprie emozioni e la capacità di gestirle sono ciò che fa la differenza.

 

 

E’ uscito “Il cannibalismo dei ruoli”!!!!

Le riflessioni di un Formatore Emotivo-Relazionale

Il cannibalismo dei ruoli

Il cannibalismo dei ruoli

Pagine: 157
Formato: 140x205mm
Genere: Cultura e Società    Collana: TiPubblica
Anno: 2016
ISBN: 978-88-488-1831-5
Lingua: ITALIANO
Tags: ruolo, emozioni, formazione, relazioni
Disponibile ora
 € 14,00

Quello dei “ruoli” è da sempre un tema particolarmente avvincente e intrigante. Questo libro ci aiuta a indagare sulle motivazioni che spingono persone qualsiasi, nella vita di tutti i giorni, a impersonare ruoli che non appartengono loro, falsando così il naturale svolgersi della vita di relazione. Attraverso l’esame di cinque casi concreti trattati nella sua esperienza di Formatore Emotivo-Relazionale, l’autrice introduce il lettore nel mondo delle emozioni, facendolo partecipare alle sedute formative come uno spettatore invisibile, al quale svela le sue personali riflessioni e suggerisce spunti di ragionamento. “Il cannibalismo dei ruoli”, a metà tra il saggio e il manuale, fornisce strumenti pratici per impostare percorsi formativi, orientati allo sviluppo dell’Intelligenza Emotiva.

  • Sull’Autore

Cristiana Clementi: esperto in Processi di Formazione e Formatore Emotivo-Relazionale.

Laureata in psicologia sociale, presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Trieste. Da più di vent’anni progettista e docente in corsi di formazione e comunicazione per le aziende, si è specializzata nella formazione della sfera emotivo-relazionale individuale, realizzando percorsi personalizzati per lo sviluppo e il potenziamento dell’intelligenza emotiva. Tiene corsi sulla gestione delle emozioni e laboratori di gruppo, rivolti anche ai più piccoli. Ha pubblicato articoli e box specialistici in libri e riviste nel settore formazione, neuromarketing e comunicazione. Vive e svolge la sua attività privata a Cassinetta di Lugagnano, dove è anche l’ideatrice dello Sportello di Ascolto e Formazione per i cittadini.

E’possibile ordinare il libro in tutta Italia
Come ordinare:
- nelle 4.000 librerie aderenti al circuito Messaggerie Libri (come ad esempio La Feltrinelli, Giunti, Ubik, Mondadori, Rizzoli, Libraccio, Hoepli, Gruppo Arion di Roma ecc.).
- sui principali siti di vendita di libri on-line (ibs.it, amazon.it, deastore.com, hoepli.it, lafeltrinelli.it, libreriauniversitaria.it, unilibro.it, webster.it, ecc.)
- e sulla vetrina del sito lampidistampa.it